Differenza tra orzo e farro

Qual è la differenza tra orzo e farro?

I cereali fanno parte di quegli alimenti preziosi e indispensabili per il benessere dell’organismo e, tra questi, l’orzo e il farro sono i più antichi e versatili. Molto amati da tutti coloro che prediligono un’alimentazione equilibrata e ricca di fibre, vengono spesso confusi.

Pur essendo molto simili, il farro e l’orzo hanno caratteristiche ben distinguibili e si prestano a tante ricette gustose, sia estive che invernali.

Scopriamo insieme quali sono le differenze tra orzo e farro e come consumarli all’interno della nostra dieta.

 

Cos’è l’orzo

L’orzo è un cereale dalle origini antichissime, appartenente alla famiglia delle graminacee. Il nome scientifico è Hordeum, che comprende diverse tipologie di orzo:

  • l’orzo comune (Hordeum vulgare), il più diffuso, consumato in chicchi;
  • l’orzo selvatico (Hordeum murinum), che viene utilizzato soprattutto per la produzione dell’orzo solubile.

Amato già dai gladiatori romani, che lo mangiavano soprattutto in zuppe, è originario dell’Asia. Si trova testimonianza di coltivazioni d’orzo già nel Neolitico, mentre nell’Antico Egitto l’orzo veniva usato per la produzione della birra.

L’orzo è composto prevalentemente da carboidrati complessi, ma ha un discreto contenuto anche di proteine e lipidi. L’alto contenuto di fibre lo rendono un alimento consigliato per favorire il transito intestinale.

 

Cos’è il farro

Anche il farro è uno dei più antichi frumenti coltivati, utilizzato fin dal X millennio avanti Cristo. Gli antichi soldati romani ne avevano sempre a disposizione una porzione nel rancio quotidiano.

Veniva anche impiegato sotto forma di farina per la produzione di pane e focacce. Nel corso dei secoli è stato via via sostituito dal grano, molto più produttivo ed economico.

Negli ultimi anni il farro è stato nuovamente inserito nell’alimentazione, sia per la sua versatilità che per l’alto contenuto di proteine e fibre. Rispetto al grano duro e tenero, il farro è molto più digeribile ma è sconsigliato a chi soffre di coliti croniche.

In cucina si consuma lessato e la versione decorticata impiega circa un’ora a cuocere, mentre il farro perlato cuoce nella metà del tempo, 30 minuti circa. Può essere trasformato in ricette sia calde che fredde, da solo o mixato ad altri cereali.

 

Differenze tra orzo e farro

Sia l’orzo che il farro sono due cereali che andrebbero inseriti in qualsiasi regime alimentare, tranne in quello dei celiaci, poiché contengono entrambi glutine.

La differenza sostanziale tra i due riguarda il contenuto di fibre, presenti in maniera maggiore nel farro. Quest’ultimo è anche indicato per chi segue una dieta ipocalorica, poiché aumenta il senso di sazietà e permette quindi di controllare la fame.

In realtà, non ci sono grandi differenze tra orzo e farro, entrambi i cereali apportano comunque un contenuto importante di fibre all’organismo, specialmente se consumati nella versione decorticata.

 

Altri usi dell’orzo

Oltre a essere consumato come ingrediente di insalate e zuppe, l’orzo è anche utilizzato per produrre la famosa bevanda, molto amata soprattutto a colazione.

Una tazzina d’orzo è un ottimo sostituto del caffè senza le controindicazioni della caffeina.

Per chi non riesce a rinunciare al caffè preparato con la macchina espresso, Orzo Bimbo propone le capsule monodose di orzo, da bere in qualsiasi momento della giornata. Pratiche e comode, sono disponibili sia nella versione con caffè che in quella con ginseng.

Per i più piccoli o per chi vuole iniziare la giornata con uno sprint goloso, la bevanda solubile con orzo e cacao è l’ideale.

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