L’orzo contiene glutine?

L’orzo contiene il glutine?

Le persone intolleranti al glutine devono stare attente quando fanno la spesa, perché questa proteina è presente in diversi prodotti alimentari, anche in piccole quantità. Sapere se l’orzo contiene glutine è importante per i celiaci, poiché assumerlo inconsapevolmente può portare a effetti collaterali spiacevoli.

Cerchiamo di capire se c’è correlazione tra orzo e glutine e vediamo come fare a riconoscere se un alimento è adatto agli intolleranti.

 

Cos’è il glutine e quando può essere dannoso

Il glutine è una sostanza lipoproteica derivante dall’unione di due proteine, la gliadina e la gluteina. Si trova nella maggior parte dei cereali, ha funzioni addensanti ed emulsionanti ed è responsabile della resa delle farine: è infatti il glutine che rende un impasto elastico e viscoso. È considerato un valido aiuto nella panificazione.

Gelificando, il glutine si lega con l’acqua e si stabilizza. Per questo è molto usato come eccipiente nell’industria alimentare.

Oggi molti prodotti commercializzati riportano la dicitura “senza glutine”, portando molte persone alla convinzione che il glutine sia un ingrediente nocivo e, per questo, da evitare a tutti i costi.

Niente di più sbagliato perché il glutine non fa male a tutti ma solo alle persone affette da celiachia. Se non è stata diagnosticata un’intolleranza al glutine non serve evitare di assumere alimenti che lo contengono, perché il glutine non fa male.

Anzi, siccome il glutine è contenuto nei cereali, che sono una fonte importante di carboidrati, minerali, vitamine, fibre e proteine, privarsi di questi alimenti significa privarsi anche di nutrienti fondamentali. Chi non è intollerante a esso può quindi assumere senza problemi cereali come frumento, farro, segale e orzo (anche nelle sue varianti di bevande solubili).

 

Cos’è la celiachia

Le uniche persone che non devono mangiare glutine sono coloro che hanno una diagnosi accertata di celiachia. La celiachia è un’infiammazione permanente dell’intestino che viene scatenata dall’assunzione di alimenti contenenti glutine a soggetti predisposti geneticamente.

In Italia una persona su 100/150 è affetta da celiachia ma è un numero destinato a crescere, poiché alcune persone non hanno sintomi particolarmente gravi e l’intolleranza non viene nemmeno diagnosticata.

La celiachia è una malattia autoimmune, per cui se il celiaco consuma glutine, ha una risposta immunitaria eccessiva, che colpisce le cellule dell’intestino tenue che devono assorbire i nutrienti.

Tra i sintomi troviamo gonfiore addominale, diarrea, crampi, nausea, perdita di peso.

L’unica terapia al momento valida ed efficace per contrastare la celiachia è quella di evitare alimenti che contengono glutine, anche in quantità minime. I celiaci non possono mangiare pane, pasta, dolci, birra e altri alimenti prodotti a partire da determinati cereali.

 

Orzo e glutine

Tra i cereali che contengono glutine, ci sono il frumento, il farro, la segale, il kamut e l’orzo. Quindi, le persone celiache devono evitare di assumere alimenti che contengono derivati da cereali come l’orzo. La sua assunzione è sconsigliata, anche in forma integrale, decorticata o perlata.

Fortunatamente si tratta di un cereale che può essere facilmente sostituito, ad esempio con il riso, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto e la quinoa.

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